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l’Italia è il paese dei miracoli.

Non mi riferisco al film di Zavattini, anche il noto regista non ha dovuto sforzarsi molto per trovare un titolo- Miracolo a Milano- che poteva apparire surreale per altri popoli, ma non per gli italiani. Intendo dire che per gli italiani le cose che fanno se non sono miracolose, non hanno realtà.

 

E così l’economia italica post – bellica si avviò solo perché fu un miracolo. E quello fu un miracolo che sollevò le sorti del Paese, che riuscì a divenire in poco tempo il quinto paese più industrializzato al mondo.

Dopo di allora, gli italiani hanno continuato a credere nei miracoli con il nefando atteggiamento di chi aspetta che le cose accadano per intercessioni occulte. Così oggi è un miracolo se si riesce a prendere un treno, un autobus in orario; oppure è un miracolo se, fidandosi delle sole indicazioni scritte ( se insomma non si chiede più e più volte conferma), si riesce ad arrivare in una località nuova, o anche solo se quel autobus che avete preso, che porta scritto destinazione Pavia, arrivi sicuramente a Pavia.

Da qualche tempo, anche nella Sanità, è un miracolo se torni a casa vivo, o in condizioni migliori , o almeno nelle stesse condizioni in cui sei entrato in un ospedale.

E’ un miracolo se non vieni risucchiato da una voragine che improvvisamente si può aprire sotto i tuoi piedi ( spesso sotto la macchina) dopo un nubifragio, sia pure violento. E sì chè i nostri amministratori non possono mica badare a queste cose. Sono ben altre le cose che stano loro a cuore….

Prodigio ulteriore del nostro Paese è che i miracoli sono divenuti anche programma di un partito politico. Si osservi il tenore del programma della prossima campagna elettorale del pdl. E soprattutto si guardi il leader di tale partito. In fatto di miracoli, lui è un fulgido esempio testimoniale: lui, col passare del tempo, non invecchia, come tutti gli altri suoi coetanei. No, lui ringiovanisce: la pelle si fa più liscia , i suoi capelli rinfoltiscono, ecc..

Un vero miracolo!

Tale fede porterà agli italiani gli stessi benefici dello ormai lontano miracolo economico?

ladri di stato e giustizia in Italia

Apprendo  la notizia che il “tesoriere” del partito fantasma Margherita ha ottenuto gli “arresti domiciliari”. Insomma, dopo pochi mesi di “custodia cautelare”, un ladro istituzionale è tornato agli affetti e al calore della famiglia…. Non proprio cosi, dal momento che anche la moglie è uno bello esemplare di immacolata onestà, per cui l’”individuo” è stato mandato in una struttura religiosa.

Sarebbe accaduto la stessa cosa se si fosse trattato di un ladro di galline?

Intanto quest’ultimo le galline le avrebbe restituite subito. Ovvero il proprietario legittimo delle galline quantomeno immediatamente avrebbe rivendicato le sue galline.

Prontamente anche la giustizia  avrebbe proceduto. E senza sconti. Perché il ladro di galline va punito per il reato in sé, e per il principio Non si ruba.

Nel caso “del Lusi “, il malloppo è stato velocemente restituito?

A chi?  A noi!  A me.  A me che pago le tasse fino all’ultimo centesimo. Non perché sia antropologicamente diversa “dal Luigi”, ma perché ci sono delle regole da rispettare.

La giustizia quando provvederà a condannare con formula definitiva il reo confesso Lusi?

Che Lusi Luigi  sia un ladro è un fatto: l’ho ammesso lui stesso, quando faceva i distinguo tra i milioni più e i milioni meno..

Certo è che quando ( quando?) la sentenza sarà emessa, se il linguaggio con cui sarà formulata la condanna avrà lo stesso tenore di quello usato dal gip che ne ha disposto gli arresti domiciliari:

“nella situazione interinale (sic!) Lusi potrebbe operare la restituzione del denaro trasferito in Canada, con inequivoco sintomo ( sintomo? di che?) di affrancamento ( ah!  Tutto chiaro!) dal sistema criminale in cui egli sembra essere vissuto: una specifica volontà in tal senso, d’altronde, è già desumibile dal vincolo creato con la costituzione del pegno ( mi sono persa! E’ colpa mia ….) sulle quote delle società canadesi, in favore della procura di Roma”,

io no capirò mai se il signore Lusi Luigi sarà mandato “giustamente” dentro, o  “ingiustamente” fuori del carcere…

Chi sono i nostri rappresentanti al Parlamento? Sull’ impegno, lo spirito di abnegazione, come si sarebbe detto in altri tempi, la dedizione al progresso e allo sviluppo del Paese che li ha eletti, degli onorevoli nostrani.

 

 

 

L’”ONOREVOLE”  Congia Paola in una trasmissione televisiva di qualche giorno fa raccontava alcuni momenti della sua vita privata. In un passaggio del suo appassionato eloquio, volto ad esaltare la bellezza della vita a Francoforte, che lei ama e dove invita caldamente ad andare (?), sottolineava come questa città, tra le altre cose le dà la possibilità di comprarsi delle comodissime scarpe, non delle scarpe come tutte le altre, ma delle scarpe speciali, scarpe che le vengono fatte su misura, cosicché  ogni millimetro del suo onorevole piede si incastra perfettamente con il millimetro ergonomicamente  corrispondente della specialissima scarpa, perché tutto viene millimetricamente misurato. Ma l’onorevole Congia non è la stessa che, con turbato sentire, dichiarava, in un’altra intervista sullo scandalo degli alti stipendi dei parlamentari, che quanto lei percepisce le basta appena, perché lei, impegnatissima nei continui spostamenti  per risolvere i problemi del Paese, spende tutto ciò che le viene corrisposto: ha sempre le ricevute di tutto quanto speso.

Agli scontrini che testimoniano il suo spendersi per le sorti del Paese, l’onorevole Congia aggiunge anche quelli delle scarpe speciali? Ricordiamo che altri parlamentari della sinistra si fanno confezionare scarpe e/o vestiti su misura. Non sarà che la problematica questione delle differenze tra destra e sinistra sta proprio nelle fatto che quelli di destra comprano già confezionato

mentre quelli di sinistra hanno cura di farsi fare tutto su misura?

Silvio Berlusconi – E’ stato.. è … o sarà…????

 

Nella storia di questo Paese, e fino ad oggi nella storia del resto del mondo, mai è accaduto che ad un capo di governo, che è comunque un essere umano, nel corso degli anni rispuntassero i capelli, persi per ragioni puramente naturali ( nel senso che quando la Natura decide che uno deve perdere i capelli, non c’è niente da fare: così è deciso e così sia fatto: i capelli una volta persi non ricrescono più).

In Italia, dunque, un certo Silvio Berlusconi, durante i molti anni, un “Ventennio”, di presenza sulla scena politica, più volte nelle vesti di capo del governo, ha attirato l’attenzione sulla sua testa,  non intesa come contenuto ( su questo diremo in maniera più esplicita in altro momento, se non si  capisse qui) ma come contenitore. Già, sulla sua testa ben pelata sono ricomparsi i capelli.

E questo ha generato e genera perlomeno confusione negli italiani. Quando in televisione o su altri mezzi di comunicazione si vedono le immagini cosiddette di repertorio, non si comprende bene se quello è il presente o il passato o forse il futuro…. E le domande si rincorrono .. è stato? ..è? ..o sarà?…

Il vizio antico della Germania.

Il vizio antico della Germania: divenire potenza egemone dell’Europa.

Detto in altri termini il nazionalismo tedesco, interpretato da Bismarck come egemonia economica- politico, che si trasforma in feroce potere economico-politico- territoriale nella Germania di Hitler, si ripresenta oggi come controllo economico-politico dell’Europa. Con delle differenze rispetto alla Idea del Cancelliere di ferro. Diverso certamente è il contesto, diverse sono le forme istituzionali. E differente è anche la cultura politica ispiratrice. Bismarck perseguiva l’obiettivo di piegare i Paesi europei alla forza economica e politica della Germania secondo un disegno evidente, chiaro e direttivo, che non sfuggiva agli osservatori del tempo. Oggi i Tedeschi esercitano di fatto una supremazia economica, e conseguentemente politica, in maniera nascosta, mettendo in campo una azione di ristrutturazione, e quindi di potenziamento delle proprie industrie, soprattutto di acquisizione di industrie strategiche di altri Paesi. Agisce come il ragno con le sue vittime, le svuota lasciandole apparentemente sane.

E così nel cuore dell’Europa si ricreano mutatis mutandis quelle condizioni di conflittualità che nel passato, non troppo lontano, si sono poi sintetizzate in guerre continentali o mondiali: la guerra dei Trent’anni, le guerre imperialistiche della seconda metà dell’Ottocento, la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Quando e come sarà la Prossima Guerra?

Discesa in campo

Ecco che Tremenda Torvalda prende la penna